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11814: Amburgo e la prima abdicazione Nella notte tra l'1 e il 2 gennaio il nemico attacca pesantemente l'isola di Moorwerder, ma è respinto: gli assalti si replicano in seguito in un clima rigidissimo e in uno di questi cade il colonnello Holtz. Il comando passa ad interim al capobattaglione Bastiani. Su tutto il fronte difensivo si scatena la furia degli assedianti, ma gli assalti sono rintuzzati a prezzo di un centinaio di perdite. Le offensive si ripetono il 9, il 10, il 12 e il 14, ma senza risultato. Il generale Vichery, comandante la 40a divisione, segnala al maresciallo Davout l'esemplare comportamento del 111°, proponendo per l'avanzamento numerosi soldati, cosa che non potrа essere attuata a causa della caduta dell'Impero. Il 20 febbraio il 111° cessa di presidiare Wilhelmsburg, poichè l'effettivo di ciascuno dei suoi battaglioni è ormai sceso sotto i 500 uomini; per mancanza di viveri, la truppa è posta a mezza razione e cessa la distribuzione di vino. Dal 24 febbraio al 18 marzo si hanno in media uno-due allarmi al giorno, fino all'attacco generale, avvenuto il 18, che fallisce ancora come i precedenti. Da quel momento gli alleati decidono di attendere che le dure condizioni del blocco obblighino i difensori alla resa. Al contrario, con il disgelo, i soldati di Davout possono avere qualche riposo e addirittura passano all'offensiva nel tentativo di allargare il fronte di offesa del nemico, con notevoli parziali successi. Ma ormai è giunto l'epilogo: il 25 aprile, avuta notizia dell'abdicazione di Napoleone a Fontainebleau, la bandiera bianca sventola sulla piazzaforte e in seguito ad una convenzione con i russi, il 111° entra nella cittadella restandovi fino al 25 maggio, giorno in cui il "maresciallo di ferro" cede il comando al generale Gèrard che lo assume in nome del re di Francia Luigi XVIII°. Lo stesso giorno la guarnigione di Amburgo evacua la cittа dirigendosi in Francia in diverse colonne: quella del 111° accoglie lo stesso Davout e insieme marciano fino al Reno dove le truppe non francesi vengono a conoscenza di essere diventate straniere alla Francia, libere di scegliere tra il congedo e il nuovo arruolamento nelle truppe del re. Il 28 il reggimento, arrivato a Longwy, è invitato ad optare per l'uno o l'altro partito. Si congederanno tutti, eccetto un centinaio di ufficiali e sottufficiali che accetteranno di restare a servizio di Luigi XVIII°. Il 1° agosto 2259 uomini, divisi in tre scaglioni, partono per l'Italia, e vi giungono il 26 dello stesso mese. Il reggimento è sciolto come 111°, ma ricostituito come 90° dai Borboni. La reazione antinapoleonica ha provocato, in Francia come in Italia, parecchio malcontento se non aperte manifestazioni di protesta nei reduci delle guerre dell'Impero. I soldati dell’ex 111° sono, in particolare, in Piemonte a mezza paga e trattati con disprezzo e perfino con odio dalle autoritа Sabaude. Quando Napoleone, fuggito dall'Elba, riesce a riprendere il potere a Parigi, molti di questi italiani ritornano quindi sotto le bandiere che avevano portato vittoriosi in tutta Europa. In particolare, il 13 marzo 1815 il 90° di linea del Re torna ad essere il 111° dell'Imperatore e in esso affluiscono molti nostri scontenti soldati. Inquadrato nel IV° corpo di Gèrard, al comando del prode colonnello barone Sauset, combatte vittoriosamente il 16 giugno 1815 a Ligny e il 19 a Wavre contro i Prussiani. La disfatta di Waterloo rende vani i due successi e costringe ad una ritirata verso la Francia anche il nostro reggimento, che pure non è stato sconfitto. La seconda caduta dell'Impero porta al suo definitivo scioglimento. Ai soldati d'Italia resta il ricordo di un'avventura gloriosa e drammatica ed una reputazione paragonabile a quella della Vecchia Guardia: la consapevolezza del proprio valore, conquistato con il sacrificio di tanti coraggiosi, li rende ancor piщ orgogliosi di aver servito nel 111° reggimento di fanteria di linea.  Bibliografia Il 111° di linea dal 1800 al 1814  Monografia del tenente colonnello dei bersaglieri Eugenio De Rossi – Scuola di guerra *Le 111e de ligne en Russie  Di Alain Pigeard, Tradition Magazine N° 208, Febbraio 2005, traduzione a cura di Franco Ganora Napoleon's Regiments Di Digby Smith, Greenhill Books 2000
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11815: I Cento Giorni e l’epilogo dell’epopea
111.me Régiment Infanterie de Ligne
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