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Gennaio e febbraio dell’anno 1809 costituiscono un periodo di riposo presso gli accantonamenti tedeschi, ma già in marzo si iniziano ad avvertire i prodromi di un nuovo conflitto con l'Austria, che infatti di lì a poco ancora una volta si abbatte sulla Baviera; il reggimento si sposta nella zona di Ratisbona, da cui presto deve ritirarsi verso Neustadt a causa delle soverchianti forze dell'arciduca Carlo che minacciano la citta. Seguono sanguinosi combattimenti ad Heusen e Tengen, preludio delle vittorie francesi ad Abensberg, il 20 aprile 1809, ed Eckmul. Il maresciallo Davout, principale artefice del successo viene insignito del titolo di principe. Dopo il combattimento di Landshut e la successiva ritirata di Carlo, il 111° partecipa alla presa di Ratisbona e marcia sulla riva sinistra del Danubio fino all'ingresso in Vienna il 13 maggio. Carlo intanto si ritira al di la del fiume ed ammassa la sua armata nella piana di Wagram, mentre i Francesi occupano l'isola di Lobau, che costituisce campo trincerato e ricovero per i feriti che, a seguito degli incerti combattimenti di Aspern ed Essling, vi si sono ammassati a migliaia. Nella successiva campale e decisiva battaglia di Wagram del 5 e del 6 luglio 1809 il 111° opera con Davout sul fianco destro in cruciali combattimenti per il possesso del villaggio di Neusiedl: il successo delle truppe francesi in questo settore provoca il collasso del fronte nemico che, attaccato sul fianco, e costretto a ritirarsi verso Znaim. Il reggimento occupa Brunn secondo le clausole dell'armistizio, firmato di lì a poco e successivamente perfezionato nella pace di Vienna, che conclude la guerra. Si susseguono successivamente vari accantonamenti in Austria, tra i quali uno anche a Salisburgo. Il 1810 è un anno di relativa calma per il 111°, sottoposto dal ferreo Davout ad un addestramento intensivo alla manovra e all'uso delle armi, anche a vantaggio delle numerose reclute che sempre in maggior numero arrivano dall'Italia per compensare le perdite sempre crescenti delle guerre dell'Imperatore: le battaglie manovrate si sono trasformate sempre più in brutali scontri frontali spesso inutilmente sanguinosi in cui è coinvolta una quantità sempre maggiore di soldati, un copione questo che negli anni a venire si ripeterà puntualmente. A ciò si deve aggiungere la difficolta, da parte dei comandanti, di controllare una massa di uomini così grande, con risultati, nel migliore dei casi, poco fruttiferi nel conseguimento degli obiettivi tattico-strategici. In particolare, nel 1810, il 111° riceve in Austria la visita della neo imperatrice Maria Luisa, che è in Francia per il matrimonio religioso con l’Imperatore. In questa occasione Maria Luisa ha un atteggiamento freddo e distaccato nei confronti dei soldati italiani che naturalmente la ricambiano. Il 1811 non registra avvenimenti di rilievo. Il reggimento si sposta in Germania dove entra a far parte del Corpo di osservazione francese in quella regione e partecipa, nelle citta di Lubecca e Stettino, alle operazioni di contrasto al contrabbando messe in atto per far rispettare il blocco continentale nei confronti dell’Inghilterra che Napoleone aveva esteso a tutte le zone sotto il suo controllo. Il 6 agosto il comando del reggimento passa dal colonnello Husson al colonnello Juillet ed è con lui che il 111° si trasferisce ad Amburgo dove è sottoposto ad ulteriori frenetici addestramenti alla manovra di massa con diversi altri reggimenti. Le truppe si abituano all'azione inquadrate in grandi unità, questo in previsione di una sempre più vociferata campagna militare contro la Russia. L'Imperatore conta di regolare i conti con lo Zar una volta per tutte, disegno che entrerà nella fase operativa l'anno successivo.
11809: L’Austria rialza la testa
11810
11811
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